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Il Taekwondo
Scritto da ACSA GIACOMINI   
Il Taekwondo (Tae->Saltare e dare calci, Kwon->Pugno, Do->Arte), l'arte di combattimento con l'uso di pugni e calci volanti, trae le sue origini da un'antica arte marziale coreana, dove il corpo umano viene impiegato sia come strumento di difesa, sia di offesa. La sua origine risale al VI secolo, e forse anche prima, cioè a quel periodo della storia coreana in cui il paese era sotto il controllo di diverse dinastie, ciascuna delle quali contribuì alla creazione di quella che oggi è diventata una disciplina sportiva a tutti gli effetti.
 Sulle pareti di alcune tombe, sicuramente risalenti a prima del 427 d.C. durante la dinastia Koguryo (fondata nel 37 a.C.) e portate alla luce da spedizioni archeologiche nel 1935, si possono notare pitture murali che richiamano alla pratica di una disciplina molto simile al Taekwondo.
Anche durante la dinastia Silla, che regnò vent'anni prima della dinastia Koguryo, nella parte sudorientale del Paese si cominciarono a gettare le basi di questa arte marziale.
Venne infatti creata un'organizzazione denominata "Hwarang" nella quale militavano i giovani di nobili origini che, nel prepararsi a diventare i futuri dirigenti del Paese, studiavano tra le tante materie anche le arti marziali.
Proprio dalla scuola degli "Hwarang", nel cui spirito venne identificata l'etica e la forza nazionale coreana, nasce il Taekwondo, chiamato nel corso dei secoli con diversi nomi.
Con la nascita della repubblica Coreana nel 1948 il Taekwondo ha iniziato il suo processo di evoluzione in uno sport completo e moderno.Studiate e revisionate le tecniche degli "Hwarang" su basi mediche e scientifiche da commissioni di esperti, si è arrivati nel 1955 al riconoscimento del Taekwondo come componente fondamentale della cultura e delle tradizioni coreane.
Non a caso fu proprio Seoul nel maggio del 1973 ad ospitare la prima edizione dei Campionati del Mondo di Taekwondo che portarono alla nascita della World Taekwondo Federation(WTF).
Il Taekwondo ha in Italia una storia molto recente che ha avuto inizio circa 30 anni fa.
La storia del Taekwondo Italiano
Gli studiosi ci hanno insegnato che la "Storia" non procede linearmente ma piuttosto per brusche accelerazioni, strappi, momenti di stasi, insomma non è aria "passeggiata". Anche il Taekwondo non si sottrae a questa norma e sebbene la sua storia il Italia abbia avuto Inizio appena 30 anni fa, possiamo già distinguere alcune pietre miliari, alcune svolte che ne hanno segnato anche in modo brusco il cammino.


1965: L'inizio
L'attuale Presidente Federale, Dr Park Sun Jae, nel 1965 è il "Maestro". Grazie a lui si formano i primi nuclei di praticanti. Il TKD si diffonde lentamente ma costantemente nell'Italia centro-meridionale.
L'interesse che si crea intorno a questa disciplina suggerisce la creazione della FITKD, Federazione Italiana Taekwondo, che nasce come affiliata alla ITF del Gen. Choi Hong Hi, un'associazione internazionale di Maestri che aveva iniziato la diffusione del TKD in Europa e negli USA.
Pur tra mille difficoltà la strada è ormai tracciata, il TKD comincia a farsi conoscere in Italia e l'Italia, a sua volta, in campo internazionale.
Addirittura sorprendente può essere considerato il risultato ottenuto ai mondiali JTF a Montreal, Canada, nel 1974: gli azzurri dopo le tre prove di forma, combattimento e potenza conquistano il prestigioso 1° posto.

1975: Il passaggio alla WTF
Dopo dieci anni ecco il primo strappo, la prima seria svolta.
Nel panorama internazionale accanto alla ITF lavora un'altra federazione, la WTF, che sembra rappresentare nel modo migliore, sia su un piano dei regolamenti che su quello strutturale, il mondo del Taekwondo.
La decisione dei Dr. Park è sofferta, coraggiosa ma al tempo stesso inevitabile.
Nonostante i legami di amicizia e nonostante la buona posizione dell'Italia nella nicchia dell' ITF, il Presidente decide di far entrare la FIIKD nella WTF - un'organizzazione sostenuta tra l'altro dal governo coreano e che in poco tempo riesce a farsi valere nell'ambito sportivo mondiale ufficiale.
E' il 1975, si va in Corea, al 20° Campionato Mondiale WTF, lasciando per sempre i regolamenti rassicuranti ma ormai obsoleti e inadatti allo sport (il "controllo" sulle tecniche - tra l'altro erano in pochi ad eseguirlo correttamente! - risultava infatti essere un mezzo bluff che copriva carenze teoriche e tecniche).
L'uso della corazza, tanto per fare un esempio, sgombra il campo da vecchie e nuove ipocrisie. La trasformazione, il passaggio alla WTF, si rivela una salutare doccia fredda.
Qualcuno non condivide e preferisce scendere dal carro, ma la FITKD va avanti e i risultati sportivi seguono parallelamente il percorso intrapreso dalla federazione al 20° Campionato Europeo (disputato nel 1978 a Monaco) gli azzurri salgono per due volte sul podio, conquistando una medaglia d'oro e una d'argento.

1980: La FITKD si scioglie, adesione alla FIKdA
Ed eccoci al secondo scossone della nostra adolescenza sportiva: il Taekwondo italiano sta raccogliendo risultati dl particolare rilievo e conforto, tanto in campo nazionale quanto in quello internazionale.
La FITKD - affiliata alla ETU federazione Europea) ed alla WTF - praticamente è l'unico referente politico-organizzativo per il TKD in Italia. Nel frattempo, però, molte cose stanno nuovamente cambiando a livello internazionale. L'importanza che la disciplina sta assumendo a Livello mondiale fa si che anche il movimento olimpico si interessi da Vicino al taekwondo. Così la WTF, ufficialmente affiliata al GAISF, si appresta ad essere riconosciuta dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). In questo modo potrà negli anni seguenti avere accesso al prestigioso palcoscenico delle Olimpiadi e, proprio per questo motivo le singole Federazioni devono trovare un ambito ufficiale nei rispettivi paesi. Anche l'Italia deve sottostare a questa regola e cosi la FITKD sì vede costretta nel 198O a sciogliere la sua solida ma piccola e privata organizzazione ed entra nella FIKDA che, tramite la FILPJ, risulta essere in quel particolare momento l'unica struttura per le discipline di combattimento ad avere un qualche riconoscimento ufficiale in Italia. Si forma così il settore Taekwondo, alla cui direzione viene nominato il Dr. Park. Pensare di dover passare dal ruolo di Presidente Federale a quello di responsabile dl settore potrebbe far storcere il naso a chiunque, ma in questo momento il taekwondo ha bisogno soprattutto di crescere a livello strutturale. Il Dr. Park se ne rende perfettamente conto ed è per questo che accetta, prendendo una decisione che nel tempo si rivelerà vincente. Per tutti i praticanti è un momento molto delicato La sensazione che tutti hanno è quella di passare da una "famiglia" ad una organizzazione certamente più importante e organizzata ma, al tempo stesso, più fredda e informale. A qualcuno, naturalmente, non piace la situazione creatasi e la scelta presa, ma la nave va nella direzione giusta.

1985: La prima volta della FITA e della FITAK
Gli anni Ottanta, cominciati sotto i1 segno di importanti cambiamenti, continuano ad offrire passaggi che risultano decisivi nella crescita e nello sviluppo del Taekwondo. In Italia nel 1982 La FIKDA si trasforma nella FIKTEDA (Federazione Karate Taekwondo e discipline associate) ed è associata alla FILPJ. Al Congresso dl Berlino del 71985 il CIO v~ta a favore dell'introduzione del Taekwondo tra le discipline a carattere dimostrativo e fissa il debutto proprio in Corea, dove nel 1983 sono in programma i Giochi di Seoul (dove l'Italia saprà ben figurare ancora una volta nel confronto con le altre nazionali, conquistando una medaglia d'argento ). E' un colpo grosso, una promozione importantissima sebbene ancora si parli di Sport dimostrativo e non ufficiale. Una promozione su cui molti non avrebbero scommesso, soprattutto tra gli addetti ai lavori di alcune discipline "concorrenti". il Presidente della FILPJ, Dr. Pellicone, decide di dare un "segnale" al turbolento mondo del Karate ed appoggia la candidatura del Dr. Park a Presidente della FIKTEDA. E' il momento in cui il settore Karate si spacca in due: da una parte molti appoggiavano la decisione del Dr. Pellicone, dall'altra c'era però) chi preferiva un personaggio del mondo del Karate. Dopo un breve periodo, risulta indispensabile la creazione della Federazione Italiana Taekwondo (FITA) a cui, dopo poco tempo, decide di aderire persino una corrente modernista del Karatè. Dalla nuova unione nasce la FITAK, di cui rimane Presidente il Dr. Park. I due settori nel corso degli anni crescono notevolmente, sia sul piano della qualità che sul quello della quantità Si arriva così agli sviluppi più recenti.


1995: La seconda volta della FITA e della FITAK
In campo internazionale il Taekwondo viene considerato l'astro nascente degli sport moderni e in pochi anni conquista una posizione non più marginale il Dr. Kim Un Yong, Presidente della WTF, diventa membro del Consiglio Esecutivo e poi Vice Presidente del CIO. Il Taekwondo partecipa anche alle XXV Olimpiadi, Barcellona '92 (con gli azzurri nuovamente in evidenza con un argento due bronzi). La crescita del Taekwondo a livello internazionale si fa sempre più rapida e importante, tanto da arrivare alla definitiva promozione del 1994: al Congresso di Parigi il do adotta il TKD come sport ufficiale, con il debutto annunciato per le Olimpiadi di Sydney 2000. E' un premio che arriva dopo tanti anni fatti di piccoli passi e grandi sacrifici, è la realizzazione del sogno di milioni di praticanti e dirigenti, è la speranza per tanti atleti che potranno dire "Io c'ero!". Per l'Italia, così come per altre nazioni' è una grossa occasione, sia sul piano sportivo che su quello strutturale. E' evidente a questo punto la necessità di creare una struttura organizzativa più snella e indipendente, una Federazione solo per il Taekwondo. D'altra parte in tutti i paesi del mondo i Comitati Olimpici Nazionali l'anno già formato delle Federazioni indipendenti di Taekvvondo. Il Dr. Park si rende perfettamente conto che è necessario non perdere tempo e che per il prestigio dell'Italia nel mondo e per il futuro dei praticanti italiani è necessario questo nuovo scossone. il momento è favorevole. Quando il settore Karatè decide di entrare nella FILPJ e di formare un quarto settore al suo interno, il Taekwondo, pur riconoscente alla FILPJ per quanto aveva fatto fino ad allora, chiede ed ottiene dal CONI di rimanere da solo e di formare una Federazione Associata direttamente al Comitato Olimpico Nazionale. Nasce la FITA.
Anche in questa occasione non mancano i dubbi, le incertezze. Alcuni ritengono che sia più sicuro rimanere ancora inseriti nella struttura della "mamrna" FILPJ. Ormai però i tempi sono maturi, l'adolescenza è finita ed il Taekwondo Italiano ha la capacità e le energie necessarie per continuare , i1 viaggio, contando sulla sua unità di intenti e sull' entusiasmo di migliaia di associati. La scelta del presidente Park risulta difficile ma, ancora una volta, vincente.


Le precedenti difficoltà strutturali ed organizzative
Nel settore Karatè della vecchia FITAK la grande crescita numerica era andata di pari passo con una crescita degli interessi particolari e delle contrapposizioni che da sempre caratterizzavano questo mondo: i regolamenti erano fatti più per controllare e limitare l'azione delle singole correnti che per reali esigenze generali. A questa situazione non aveva potuto sfuggire il settore Taekwondo che, passivamente, dovette subire questa realtà oggettiva. 'a questo modo qualsiasi azione che si studiava e si cercava di mettere in pratica subiva i ritardi o, addirittura, gli annullamenti a causa di una struttura che non poteva - o non voleva - per evidenti motivi rispondere a quelle che erano le esigenze del settore del Taekwondo. La realtà era sotto gli occhi di tutti. l'eccessiva burocratizzazione della Segreteria Federale, la crescente litigiosità e rivalità tra i due settori che arriva perfino ad influenzare il personale della Segreteria, sono stati gli esempi più concreti di quanto potesse essere infelice e al tempo stesso impossibile la convivenza. Come si potrà facilmente immaginare, una simile situazione non poteva fare altro che portare ad un condizionamento generale, naturalmente in senso negativo su tutta l'attività federale, anche sugli aspetti più specificamente tecnici e di programmazione.


Associazione al CONI e Ristrutturazione Federale
Al momento della decisione del settore Karatè di entrare nella FILPJ' da parte di quest'ultima ci fu un tentativo di "attirare" anche il TKD al suo interno, contando sulla forza d 'inerzia della F1TAK e sulla paura del nuovo che sempre e puntualmente si affaccia quando arriva il momento di dover operare scelte delicate e inequivocabili.
All'interno del Taekwondo la decisione di una vita indipendente era già stata presa ma far sì che dalla teoria si passasse alla pratica non era certa un impresa facile. Prezioso, in questo, senso fu l'aiuto che al Taekwondo ed alle sue aspirazioni alla "maturità" venne dal Presidente della WTF, che forte del suo prestigio e della sua posizione autorevole nel CIO chiese direttamente al Presidente del CONI, Dr. Mario Pescante, di concedere al Taekwondo in Italia l'indipendenza richiesta. Una scelta difficile, da parte degli stessi vertici del CONI che però alla fine, valutata la posizione del TKD in campo internazionale, la sua unità di intenti in campo nazionale, la serietà del lavoro svolto ed i successi agonistici riportati pur tra mille difficoltà ( in modo particolare quelli nelle Olimpiadi di Seoul e Barcellona, sebbene come sport dimostrativo), decisero di dare il proprio assenso. I sacrifici degli anni precedenti, sia sul piano sportivo che su quello federale, risultarono avere alla fine un ruolo importante nel far pendere la bilancia dal verso giusto.
Ora siamo qui, con uno sport inserito nel programma ufficiale dei Giochi Olimpici, con una Federazione indipendente ed associata direttamente al CONI, ed anche con mia montagna di cose da fare e programmare. In poche parole, con un impegno grandissimo, soprattutto se rapportato alle forze di cui la FITA può disporre. Ma, come già e' accaduto in passato, la sfida ci entusiasma, ci galvanizza, ci dà la spinta giusta per arrivare a quei traguardi che ci siamo prefissati. Anche perché alle nostre spalle esiste finalmente un movimento identificato da numeri che l'ori possono certo passare inosservati: 380 società affiliate, 17.270 tesserati, 580 tra tecnici e ufficiali di gara!
La prima cosa che stiamo cercando di realizzare e lo snellimento ed una maggiore efficienza della Segreteria Federale, la decentralizzazione di alcune attività e luoghi decisionali da attuare attraverso:

* Progressiva informatizzazione delle attività. Nell'immediato futuro saremo impegnati a far si che l'aiuto dei computer e di tutti gli altri strumenti di informatica possano tradursi in concreto in un lavoro più veloce e preciso, con evidenti vantaggi per tutti gli organi collegati alla FITA;
* Maggiore comunicazione tra il centro e la periferia. Vogliamo creare un rapporto più assiduo Ira Segreteria e Comitati Regionali e tra questi e le singole Società per evitare di creare incomprensioni, rallentamenti all'attività ed errori di qualsiasi genere. In questo nodo la Segreteria centrale potrà seguire e vivere da vicino Le problematiche dei singoli Comitati cercando nel contempo di dare tutto il sostegno possibile e lo stesso si dovrà verificare tra i Comitati e le singole Società.
* Anniento delle deleghe ai Comitati Regionali ed ai Delegati Provinciali. Nell'ambito di uno sviluppo sarà decisivo riuscire a snellire razione di ogni addetto ai lavori. Per riuscire i Comitati Regionali e i Delegati Provinciali dovranno crescere quanto ad autorevolezza, capacità decisionale, punto di riferimento degli affiliati. In questo nodo si eviteranno inutili perdite di tempo e ogni centro potrà realizzare i propri programmi assumendosene le responsabilità. Tra le attività più importanti che verranno demandate ai Comitati Regionali - e in un secondo momento anche ai Del.ti Provinciali - quella del tesseramento, che risulterà in questo modo immediato.

 

Corsi per Insegnanti Tecnici e risultati agonistici
Alla crescita, allo sviluppo, non possono certo mancare gli atleti e i loro insegnati. Per questo motivo la FITA ha già avviato e porterà avanti una riqualificazione dello staff tecnico. Nei mesi scorsi importanti segnali positivi sono arrivati dalla decisione di effettuare una serie di stage in Corea. Si tratta di scambi con cadenza semestrale in cui gli atleti e i tecnici azzurri hanno già dimostrato di poter apprendere nuove nozioni, segreti e maggiore esperienza dal confronto con i colleghi che storicamente devono essere ritenuti i Maestri del Taekwondo. In questa direzione la FITA si è già mossa anche per il futuro arrivando, dopo una serie di contatti, a ratificare un protocollo di cooperazione per il 1996 firmato dal Presidente del Coni, Mario Pescante, e dal Presidente del Comitato Olimpico Coreano, Un Yong 'Unì, al termine di "l'incontro avvenuto nello scorso mese di marzo. In base a quest'accordo, la nazionale italiana sovvenzionata dal Coni si recherà per due volte in Corea per effettuare nuovi stage.
Rimanendo alla FITA e ai programmi interni, la riqualificazione tecnica avverrà secondo il seguente programma. In collaborazione con la Scuola dello Sport sono stati avviati dei corsi di formazione per insegnanti tecnici. Gli obiettivi dei corsi sono i seguenti:

* Fornire orientamenti interdisciplinari sulle problematiche dell'avviamento dei giovani al Taekwondo.
* Verificare il livello di conoscenze delle problematiche generali dell'allenamento giovanile dei tecnici del taekwondo.
* Corsi sono aperti a nuovi tecnici, ex atleti e tecnici già operanti nei rispettivi livelli.

L'obiettivo finale sarà quello di creare una struttura tecnica altamente qualificata ma differenziata, dando una specializzazione ai singoli tecnici. Il quadro tecnico finale sarà:

* Direttori tecnici di alta specializzazione
* Direttori membri di commissioni di esami o di qualifiche.
* Allenatori regionali o nazionali
* Tecnici regionali o nazionali
* Tecnici di alto livello


Corsi ed esami per Ufficiali di Gara
Il discorso già fatto per i tecnici deve essere valido anche per gli Ufficiali di Gara che, sia in occasione delle manifestazioni nazionali che in quelle a carattere internazionale, dovranno evidenziare una crescita al pari di tutte le altre persone che sono impegnate nel nostro mondo. Da parte propria la Federazione ha già in mente alcuni punti ferirti su cui lavorare.

* Ampliare il numero degli Ufficiali di Gara dando la possibilità ad un maggior numero di persone, rispetto a quello che accadeva in passato. Ad esempio1 tutti coloro che sostengono l'esame di l° Dan e che contemporaneamente acquisiscono la cintura nera1 dovranno frequentare un corso per Ufficiali di Gara che darà loro la possibilità di acquisire la qualifica di arbitro di terza classe.
* Offrire a tutti la possibilità di possedere mia perfetta conoscenza dei regolamenti di gara tramite una serie di corsi maggiormente qualificati e realizzati in collaborazione con la Scuola dello Sport Nel corso delle gare saranno utilizzate le score machines In questo modo crescerà anche la qualità degli incontri che potranno avvalersi di un punteggio immediato e senza possibilità di errori.
* A tutti gli Ufficiali di Gara di prima classe verrà infine offerta l'importante possibilità di diventare Arbitro Internazionale attraverso un preciso programma federale.
La storia del Taekwondo Italiano
Gli studiosi ci hanno insegnato che la "Storia" non procede linearmente ma piuttosto per brusche accelerazioni, strappi, momenti di stasi, insomma non è aria "passeggiata". Anche il Taekwondo non si sottrae a questa norma e sebbene la sua storia il Italia abbia avuto Inizio appena 30 anni fa, possiamo già distinguere alcune pietre miliari, alcune svolte che ne hanno segnato anche in modo brusco il cammino.


1965: L'inizio
L'attuale Presidente Federale, Dr Park Sun Jae, nel 1965 è il "Maestro". Grazie a lui si formano i primi nuclei di praticanti. Il TKD si diffonde lentamente ma costantemente nell'Italia centro-meridionale. L'interesse che si crea intorno a questa disciplina suggerisce la creazione della FITKD, Federazione Italiana Taekwondo, che nasce come affiliata alla ITF del Gen. Choi Hong Hi, un'associazione internazionale di Maestri che aveva iniziato la diffusione del TKD in Europa e negli USA. Pur tra mille difficoltà la strada è ormai tracciata, il TKD comincia a farsi conoscere in Italia e l'Italia, a sua volta, in campo internazionale. Addirittura sorprendente può essere considerato il risultato ottenuto ai mondiali JTF a Montreal, Canada, nel 1974: gli azzurri dopo le tre prove di forma, combattimento e potenza conquistano il prestigioso 1° posto.

1975: Il passaggio alla WTF
Dopo dieci anni ecco il primo strappo, la prima seria svolta. Nel panorama internazionale accanto alla ITF lavora un'altra federazione, la WTF, che sembra rappresentare nel modo migliore, sia su un piano dei regolamenti che su quello strutturale, il mondo del Taekwondo. La decisione dei Dr. Park è sofferta, coraggiosa ma al tempo stesso inevitabile. Nonostante i legami di amicizia e nonostante la buona posizione dell'Italia nella nicchia dell' ITF, il Presidente decide di far entrare la FIIKD nella WTF - un'organizzazione sostenuta tra l'altro dal governo coreano e che in poco tempo riesce a farsi valere nell'ambito sportivo mondiale ufficiale. E' il 1975, si va in Corea, al 20° Campionato Mondiale WTF, lasciando per sempre i regolamenti rassicuranti ma ormai obsoleti e inadatti allo sport (il "controllo" sulle tecniche - tra l'altro erano in pochi ad eseguirlo correttamente! - risultava infatti essere un mezzo bluff che copriva carenze teoriche e tecniche) L'uso della corazza, tanto per fare un esempio, sgombra il campo da vecchie e nuove ipocrisie. La trasformazione, il passaggio alla WTF, si rivela una salutare doccia fredda Qualcuno non condivide e preferisce scendere dal carro, ma la FITKD va avanti e i risultati sportivi seguono parallelamente il percorso intrapreso dalla federazione al 20° Campionato Europeo (disputato nel 1978 a Monaco) gli azzurri salgono per due vo1te sul podio, conquistando una medaglia d'oro e una d'argento.

1980: La FITKD si scioglie, adesione alla FIKdA
Ed eccoci al secondo scossone della nostra adolescenza sportiva: il Taekwondo italiano sta raccogliendo risultati dl particolare rilievo e conforto, tanto in campo nazionale quanto in quello internazionale. La FITKD - affiliata alla ETU federazione Europea) ed alla WTF - praticamente è l'unico referente politico-organizzativo per il TKD in Italia. Nel frattempo, però, molte cose stanno nuovamente cambiando a livello internazionale. L'importanza che la disciplina sta assumendo a Livello mondiale fa si che anche il movimento olimpico si interessi da Vicino al taekwondo. Così la WTF, ufficialmente affiliata al GAISF, si appresta ad essere riconosciuta dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). In questo modo potrà negli anni seguenti avere accesso al prestigioso palcoscenico delle Olimpiadi e, proprio per questo motivo le singole Federazioni devono trovare un ambito ufficiale nei rispettivi paesi. Anche l'Italia deve sottostare a questa regola e cosi la FITKD sì vede costretta nel 198O a sciogliere la sua solida ma piccola e privata organizzazione ed entra nella FIKDA che, tramite la FILPJ, risulta essere in quel particolare momento l'unica struttura per le discipline di combattimento ad avere un qualche riconoscimento ufficiale in Italia. Si forma così il settore Taekwondo, alla cui direzione viene nominato il Dr. Park. Pensare di dover passare dal ruolo di Presidente Federale a quello di responsabile dl settore potrebbe far storcere il naso a chiunque, ma in questo momento il taekwondo ha bisogno soprattutto di crescere a livello strutturale. Il Dr. Park se ne rende perfettamente conto ed è per questo che accetta, prendendo una decisione che nel tempo si rivelerà vincente. Per tutti i praticanti è un momento molto delicato La sensazione che tutti hanno è quella di passare da una "famiglia" ad una organizzazione certamente più importante e organizzata ma, al tempo stesso, più fredda e informale. A qualcuno, naturalmente, non piace la situazione creatasi e la scelta presa, ma la nave va nella direzione giusta.

1985: La prima volta della FITA e della FITAK
Gli anni Ottanta, cominciati sotto i1 segno di importanti cambiamenti, continuano ad offrire passaggi che risultano decisivi nella crescita e nello sviluppo del Taekwondo. In Italia nel 1982 La FIKDA si trasforma nella FIKTEDA (Federazione Karate Taekwondo e discipline associate) ed è associata alla FILPJ. Al Congresso dl Berlino del 71985 il CIO v~ta a favore dell'introduzione del Taekwondo tra le discipline a carattere dimostrativo e fissa il debutto proprio in Corea, dove nel 1983 sono in programma i Giochi di Seoul (dove l'Italia saprà ben figurare ancora una volta nel confronto con le altre nazionali, conquistando una medaglia d'argento ). E' un colpo grosso, una promozione importantissima sebbene ancora si parli di Sport dimostrativo e non ufficiale. Una promozione su cui molti non avrebbero scommesso, soprattutto tra gli addetti ai lavori di alcune discipline "concorrenti". il Presidente della FILPJ, Dr. Pellicone, decide di dare un "segnale" al turbolento mondo del Karate ed appoggia la candidatura del Dr. Park a Presidente della FIKTEDA. E' il momento in cui il settore Karate si spacca in due: da una parte molti appoggiavano la decisione del Dr. Pellicone, dall'altra c'era però) chi preferiva un personaggio del mondo del Karate. Dopo un breve periodo, risulta indispensabile la creazione della Federazione Italiana Taekwondo (FITA) a cui, dopo poco tempo, decide di aderire persino una corrente modernista del Karatè. Dalla nuova unione nasce la FITAK, di cui rimane Presidente il Dr. Park. I due settori nel corso degli anni crescono notevolmente, sia sul piano della qualità che sul quello della quantità Si arriva così agli sviluppi più recenti.


1995: La seconda volta della FITA e della FITAK
In campo internazionale il Taekwondo viene considerato l'astro nascente degli sport moderni e in pochi anni conquista una posizione non più marginale il Dr. Kim Un Yong, Presidente della WTF, diventa membro del Consiglio Esecutivo e poi Vice Presidente del CIO. Il Taekwondo partecipa anche alle XXV Olimpiadi, Barcellona '92 (con gli azzurri nuovamente in evidenza con un argento due bronzi). La crescita del Taekwondo a livello internazionale si fa sempre più rapida e importante, tanto da arrivare alla definitiva promozione del 1994: al Congresso di Parigi il do adotta il TKD come sport ufficiale, con il debutto annunciato per le Olimpiadi di Sydney 2000. E' un premio che arriva dopo tanti anni fatti di piccoli passi e grandi sacrifici, è la realizzazione del sogno di milioni di praticanti e dirigenti, è la speranza per tanti atleti che potranno dire "Io c'ero!". Per l'Italia, così come per altre nazioni' è una grossa occasione, sia sul piano sportivo che su quello strutturale. E' evidente a questo punto la necessità di creare una struttura organizzativa più snella e indipendente, una Federazione solo per il Taekwondo. D'altra parte in tutti i paesi del mondo i Comitati Olimpici Nazionali l'anno già formato delle Federazioni indipendenti di Taekvvondo. Il Dr. Park si rende perfettamente conto che è necessario non perdere tempo e che per il prestigio dell'Italia nel mondo e per il futuro dei praticanti italiani è necessario questo nuovo scossone. il momento è favorevole. Quando il settore Karatè decide di entrare nella FILPJ e di formare un quarto settore al suo interno, il Taekwondo, pur riconoscente alla FILPJ per quanto aveva fatto fino ad allora, chiede ed ottiene dal CONI di rimanere da solo e di formare una Federazione Associata direttamente al Comitato Olimpico Nazionale. Nasce la FITA.
Anche in questa occasione non mancano i dubbi, le incertezze. Alcuni ritengono che sia più sicuro rimanere ancora inseriti nella struttura della "mamrna" FILPJ. Ormai però i tempi sono maturi, l'adolescenza è finita ed il Taekwondo Italiano ha la capacità e le energie necessarie per continuare , i1 viaggio, contando sulla sua unità di intenti e sull' entusiasmo di migliaia di associati. La scelta del presidente Park risulta difficile ma, ancora una volta, vincente.


Le precedenti difficoltà strutturali ed organizzative
Nel settore Karatè della vecchia FITAK la grande crescita numerica era andata di pari passo con una crescita degli interessi particolari e delle contrapposizioni che da sempre caratterizzavano questo mondo: i regolamenti erano fatti più per controllare e limitare l'azione delle singole correnti che per reali esigenze generali. A questa situazione non aveva potuto sfuggire il settore Taekwondo che, passivamente, dovette subire questa realtà oggettiva. 'a questo modo qualsiasi azione che si studiava e si cercava di mettere in pratica subiva i ritardi o, addirittura, gli annullamenti a causa di una struttura che non poteva - o non voleva - per evidenti motivi rispondere a quelle che erano le esigenze del settore del Taekwondo. La realtà era sotto gli occhi di tutti. l'eccessiva burocratizzazione della Segreteria Federale, la crescente litigiosità e rivalità tra i due settori che arriva perfino ad influenzare il personale della Segreteria, sono stati gli esempi più concreti di quanto potesse essere infelice e al tempo stesso impossibile la convivenza. Come si potrà facilmente immaginare, una simile situazione non poteva fare altro che portare ad un condizionamento generale, naturalmente in senso negativo su tutta l'attività federale, anche sugli aspetti più specificamente tecnici e di programmazione.


Associazione al CONI e Ristrutturazione Federale
Al momento della decisione del settore Karatè di entrare nella FILPJ' da parte di quest'ultima ci fu un tentativo di "attirare" anche il TKD al suo interno, contando sulla forza d 'inerzia della F1TAK e sulla paura del nuovo che sempre e puntualmente si affaccia quando arriva il momento di dover operare scelte delicate e inequivocabili.
All'interno del Taekwondo la decisione di una vita indipendente era già stata presa ma far sì che dalla teoria si passasse alla pratica non era certa un impresa facile. Prezioso, in questo, senso fu l'aiuto che al Taekwondo ed alle sue aspirazioni alla "maturità" venne dal Presidente della WTF, che forte del suo prestigio e della sua posizione autorevole nel CIO chiese direttamente al Presidente del CONI, Dr. Mario Pescante, di concedere al Taekwondo in Italia l'indipendenza richiesta. Una scelta difficile, da parte degli stessi vertici del CONI che però alla fine, valutata la posizione del TKD in campo internazionale, la sua unità di intenti in campo nazionale, la serietà del lavoro svolto ed i successi agonistici riportati pur tra mille difficoltà ( in modo particolare quelli nelle Olimpiadi di Seoul e Barcellona, sebbene come sport dimostrativo), decisero di dare il proprio assenso. I sacrifici degli anni precedenti, sia sul piano sportivo che su quello federale, risultarono avere alla fine un ruolo importante nel far pendere la bilancia dal verso giusto.
Ora siamo qui, con uno sport inserito nel programma ufficiale dei Giochi Olimpici, con una Federazione indipendente ed associata direttamente al CONI, ed anche con mia montagna di cose da fare e programmare. In poche parole, con un impegno grandissimo, soprattutto se rapportato alle forze di cui la FITA può disporre. Ma, come già e' accaduto in passato, la sfida ci entusiasma, ci galvanizza, ci dà la spinta giusta per arrivare a quei traguardi che ci siamo prefissati. Anche perché alle nostre spalle esiste finalmente un movimento identificato da numeri che l'ori possono certo passare inosservati: 380 società affiliate, 17.270 tesserati, 580 tra tecnici e ufficiali di gara!
La prima cosa che stiamo cercando di realizzare e lo snellimento ed una maggiore efficienza della Segreteria Federale, la decentralizzazione di alcune attività e luoghi decisionali da attuare attraverso:

* Progressiva informatizzazione delle attività. Nell'immediato futuro saremo impegnati a far si che l'aiuto dei computer e di tutti gli altri strumenti di informatica possano tradursi in concreto in un lavoro più veloce e preciso, con evidenti vantaggi per tutti gli organi collegati alla FITA;
* Maggiore comunicazione tra il centro e la periferia. Vogliamo creare un rapporto più assiduo Ira Segreteria e Comitati Regionali e tra questi e le singole Società per evitare di creare incomprensioni, rallentamenti all'attività ed errori di qualsiasi genere. In questo nodo la Segreteria centrale potrà seguire e vivere da vicino Le problematiche dei singoli Comitati cercando nel contempo di dare tutto il sostegno possibile e lo stesso si dovrà verificare tra i Comitati e le singole Società.
* Anniento delle deleghe ai Comitati Regionali ed ai Delegati Provinciali. Nell'ambito di uno sviluppo sarà decisivo riuscire a snellire razione di ogni addetto ai lavori. Per riuscire i Comitati Regionali e i Delegati Provinciali dovranno crescere quanto ad autorevolezza, capacità decisionale, punto di riferimento degli affiliati. In questo nodo si eviteranno inutili perdite di tempo e ogni centro potrà realizzare i propri programmi assumendosene le responsabilità. Tra le attività più importanti che verranno demandate ai Comitati Regionali - e in un secondo momento anche ai Del.ti Provinciali - quella del tesseramento, che risulterà in questo modo immediato.

 

Corsi per Insegnanti Tecnici e risultati agonistici
Alla crescita, allo sviluppo, non possono certo mancare gli atleti e i loro insegnati. Per questo motivo la FITA ha già avviato e porterà avanti una riqualificazione dello staff tecnico. Nei mesi scorsi importanti segnali positivi sono arrivati dalla decisione di effettuare una serie di stage in Corea. Si tratta di scambi con cadenza semestrale in cui gli atleti e i tecnici azzurri hanno già dimostrato di poter apprendere nuove nozioni, segreti e maggiore esperienza dal confronto con i colleghi che storicamente devono essere ritenuti i Maestri del Taekwondo. In questa direzione la FITA si è già mossa anche per il futuro arrivando, dopo una serie di contatti, a ratificare un protocollo di cooperazione per il 1996 firmato dal Presidente del Coni, Mario Pescante, e dal Presidente del Comitato Olimpico Coreano, Un Yong 'Unì, al termine di "l'incontro avvenuto nello scorso mese di marzo. In base a quest'accordo, la nazionale italiana sovvenzionata dal Coni si recherà per due volte in Corea per effettuare nuovi stage.
Rimanendo alla FITA e ai programmi interni, la riqualificazione tecnica avverrà secondo il seguente programma. In collaborazione con la Scuola dello Sport sono stati avviati dei corsi di formazione per insegnanti tecnici. Gli obiettivi dei corsi sono i seguenti:

* Fornire orientamenti interdisciplinari sulle problematiche dell'avviamento dei giovani al Taekwondo.
* Verificare il livello di conoscenze delle problematiche generali dell'allenamento giovanile dei tecnici del taekwondo.
* Corsi sono aperti a nuovi tecnici, ex atleti e tecnici già operanti nei rispettivi livelli.

L'obiettivo finale sarà quello di creare una struttura tecnica altamente qualificata ma differenziata, dando una specializzazione ai singoli tecnici. Il quadro tecnico finale sarà:

* Direttori tecnici di alta specializzazione
* Direttori membri di commissioni di esami o di qualifiche.
* Allenatori regionali o nazionali
* Tecnici regionali o nazionali
* Tecnici di alto livello


Corsi ed esami per Ufficiali di Gara
Il discorso già fatto per i tecnici deve essere valido anche per gli Ufficiali di Gara che, sia in occasione delle manifestazioni nazionali che in quelle a carattere internazionale, dovranno evidenziare una crescita al pari di tutte le altre persone che sono impegnate nel nostro mondo. Da parte propria la Federazione ha già in mente alcuni punti ferirti su cui lavorare.

* Ampliare il numero degli Ufficiali di Gara dando la possibilità ad un maggior numero di persone, rispetto a quello che accadeva in passato. Ad esempio1 tutti coloro che sostengono l'esame di l° Dan e che contemporaneamente acquisiscono la cintura nera1 dovranno frequentare un corso per Ufficiali di Gara che darà loro la possibilità di acquisire la qualifica di arbitro di terza classe.
* Offrire a tutti la possibilità di possedere mia perfetta conoscenza dei regolamenti di gara tramite una serie di corsi maggiormente qualificati e realizzati in collaborazione con la Scuola dello Sport Nel corso delle gare saranno utilizzate le score machines In questo modo crescerà anche la qualità degli incontri che potranno avvalersi di un punteggio immediato e senza possibilità di errori.
* A tutti gli Ufficiali di Gara di prima classe verrà infine offerta l'importante possibilità di diventare Arbitro Internazionale attraverso un preciso programma federale.
 

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